sabato 7 luglio 2018

Red Hot Chili Peppers - Live at Slane Castle

RED HOT CHILI PEPPERS - LIVE AT SLANE CASTLE
regia di Nick Wickham
con Antony Kiedis, John Frusciante, Flea, Chad Smith
102 min. USA 2003
Difficilmente identificabile in un chiaro stile musicale, il quartetto statunitense esercita un indiscutibile fascino, almeno sul sottoscritto. Dai famosi calzini all'uso e abuso di droga, sono molte le caratteristiche che li rendono belli e dannati.
Con il tempo, abbandonando la scena rock alternativa e approdando a più facili lidi mainstream, sicuramente cedettero un po' di anima in cambio di fama e quattrini ma questa, si sa, è una storia vecchia come il mondo.
Iconograficamente parlando, il concerto che vi propongo rappresenta appieno l'immagine del gruppo. Kiedis agita e sbatte tatuaggi e carne un po' tremula. Frusciante si barcamena, ancora grunge, tra Gretsch e Telecaster.  Smith cappellinato d'ordinanza. Flea incredibilmente vestito da scheletro.
Sul fronte prettamente musicale forse sopravvalutati, i Peppers sono comunque una potenza per come tengono la scena con una formazione rock classica. E in questo concerto presso il castello irlandese (ideale location da concertone) sono veramente in forma.

Molti dei brani vengono da Californication, album che segnò il rientro di Frusciante nel gruppo e che forse cedette ad ambizioni commerciali, risultando molto orecchiabile, più di Blood Sugar Sex Magik (altrettanto rappresentato) che comunque rimane più originale e distintivo dell'anima del gruppo.
Questa la scaletta del concerto:
By The Way
Scar Tissue
Around The World

Universally Speaking
Parallel Universe
The Zephyr Song
Throw Away Your Television

Havana Affair
Otherside
Purple Stain
Don`t Forget Me
Right On Time
Can`t Stop
Venice Queen
Give It Away
Californication
Under The Bridge
The Power Of Equality
Alcuni brani sono introdotti da piccoli camei musicali che lascio a voi scoprire. Un solo brano venne eliminato dalla registrazione a causa della rottura di una corda della chitarra di Frusciante.

La qualità video buona ma da immagine sgranata è accompagnata da un audio a 320kbps. Ovviamente una sola traccia. Sottotitoli esterni con i titoli delle canzoni, che corrispondono ai capitoli del rip.

domenica 15 aprile 2018

Cari amici, io mi fermo


Cari amici, io mi fermo, almeno per un po'; e giocoforza anche il blog. Senza che ci sia un motivo particolare, ora è il momento di fermarsi. Poi vedremo.

I più di trecento titoli postati in questi quasi quattro anni (non so se siano tanti o pochi) rimarranno disponibili perché continuerò a dare un'occhiata e a ripristinare i collegamenti, magari con meno solerzia del solito: la solita solfa dell'inerzia e della pazienza. Mi spiace che diverse richieste siano rimaste inevase.

Ringrazio chi mi ha dato la spinta iniziale, chi mi ha sostenuto o aiutato ma soprattutto chi è passato di qua e ha arricchito il blog con qualche commento.

Il vecchio zio Pietro

martedì 10 aprile 2018

Chi ha paura di Virginia Woolf?

CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? (Who's Afraid of Virginia Woolf?)
regia di Mike Nichols
con Elizabeth Taylor, Richard Burton
126 min. USA 1966

Da un  soggetto teatrale del drammaturgo dell'assurdo Edward Albee, sceneggiato per il grande schermo con grande fedeltà alla piéce originale da quell'Ernest Lehman che lavorò con Hitchcock, Wilder e Wise, il regista Nichols trasse una pellicola che fece incetta di successi nei circuiti della critica anglosassone. Ciò nonostante alla vigilia della sua uscita rischiasse di incontrare censura e boicotaggi per i temi trattati e il linguaggio utilizzato.
Girato in un greve bianco e nero ben fotografato, fondandosi su un impianto narrativo e scenico di forte stampo drammaturgico, il film deve molto del suo impatto sul pubblico all'interpretazione dei due protagonisti. Va detto che alla scelta primaria, che avrebbe impegnato Bette Davis e James Mason, la produzione preferì una coppia di stelle che per popolarità avrebbe favorito il successo al botteghino.
Infatti fu una Elizabeth Taylor forzatamente ingrassata, imbruttita e invecchiata a interpetare un personaggio isterico quanto basta per rientrare nelle sue migliori corde espressive, a fianco del marito Burton (sia nella finzione che nella burrascosa realtà). Comunque splendida, l'attrice conquistò il suo secondo Oscar, e direi meritatamente.

In una notte apparentemente come le altre e di fronte a una giovane coppia di amici, due coniugi maturi, disillusi dalla vita quanto dalla loro stessa unione, danno vita a un crudele gioco al massacro reciproco.

Ottimo compromesso tra qualità e peso, con doppio audio e doppi sottotitoli.

venerdì 30 marzo 2018

éX-Driver

éX-DRIVER
regia di Jun Kawagoe
6 ep. x 24 min. ca. JAP 2000
Breve serie di OAV tratta da un manga di Kosuke Fujishima (per intenderci l'autore di quell'Oh, mia dea! di kappamagaziniana memoria) che si distingue per un buon design generale, sicuramente apprezzato da chi conosce l'autore di fumetti. La trama, come talvolta succede nelle produzioni giapponesi, si basa su presupposti abbastanza inverosimili, non aspettatevi intrecci sofisticati, ma offre agli autori la possibilità di spaziare nel design tecnico, dando una strizzatina d'occhio a chi apprezza i fanservice, qui appunto più meccanici che sessuali. Sequenze d'azione interessanti.
Ovvie sono anche le dinamiche relazionali tra i personaggi, molti dei quali femminili: piccoli e grandi contrasti che verranno appianati per il fine comune.

Gruppo di esperti piloti automobilistici interviene quando un futuribile sistema di mobilità informatizzata va in panne. Sgommate e derapate a volontà.

Rip dal drf piuttosto generoso per risparmiare spazio, ma comunque di buona qualità all'occhio. Doppio audio e sottotitoli italiani. Le sigle, più di una, sono incorporate. In sostanza: poco meno di un giga e mezzo per circa 150 minuti totali di  filmato. Qualche bordino nero, qui e là, perdonatemelo.

lunedì 26 marzo 2018

Fantasma d'amore

FANTASMA D'AMORE
regia di Dino Risi
con Marcello Mastroianni, Romy Schneider
93 min. ITA 1981
Quando diedi vita a questo blog dichiarai di voler postare solo titoli che avessi già visto e che mi fossero piaciuti. Col passare del tempo le eccezioni a tale regola si sono via via intensificate, anche perché spesso sono giunte richieste che è un piacere soddisfare ma che non sempre riesco a vedere. Il rilascio di oggi è uno di questi ultimi casi: pur essendo passate diverse settimane dal suggerimento di un anonimo non sono andato oltre una visione superficiale e frammentata. Non posso quindi dilungarmi in una recensione con cognizione di causa e gradirò ogni contributo.
Tratto dall'omonimo romanzo di Mino Milani, penna di spicco del panorama fumettistico italiano del dopoguerra, è sicuramente girato con onesta competenza sulla base della sceneggiatura di Bernardino Zapponi.
Mastroianni/Schneider mi paiono ottimi nel rappresentare personaggi sbiaditi dalla vita, come un brumoso paesaggio lombardo, ma pronti a seguire nuovamente un sogno.
Colonna sonora di Riz Ortolani, coadiuvato da Benny Goodman al clarinetto!

Commercialista pavese rivive le emozioni di un amore lontano nel tempo ma rimasto sempre nel cuore.

Qualità video più che buona, su una base di pellicola un po' sgranata, da una fonte che sinceramente non ricordo. Audio solo italiano, nessun sottotitolo.
Come mi segnalava l'anonimo richiedente, riguardo a questo film ci sono questioni inerenti alla lunghezza: pochi minuti di girato venivano a mancare nelle edizioni dvd (spagnole?) e nei relativi rip recuperabili in rete. Come già discusso (vedi il post di Gai dimanche! di Tati), credo che questa sia la versione completa, forse rara. Spero di non essere smentito.

martedì 20 marzo 2018

La matriarca

LA MATRIARCA
regia di Pasquale Festa Campanile
con Catherine Spaak, Jean-Louis Trintignan, Luigi Pistilli
89 min. ITA 1968

Il discorso portato avanti dal regista somiglia a quanto farà con la sua pellicola successiva, quello Scacco alla regina che vi ho proposto qualche post addietro. Siamo sempre sul tema della riflessione sui costumi in evolvere: anche qui c'è un tentativo di cullare istanze se non femministe, almeno di autodeterminazione muliebre; anche qui c'è il tentativo di suscitare scandalo nel benpensiero piccolo-borghese (ma alla fine sarà proprio questo a predominare); anche qui, come in Scacco, l'autore riesce solo parzialmente nell'intento, evitando, coscientemente o meno, alcuni approfondimenti. Interessante la definizione che il Morandini dà del regista, classificandolo più intelligente dei suoi film. Occorre riconoscergli, però, una certa tendenza a confezionare opere di un certo impatto visivo.
Catherine Spaak, si spoglia con generosità dei vestiti alla moda che, insieme ad alcuni vezzi nella scenografia, danno un'aura di ricercatezza all'immagine generale della pellicola. Nutrito il cast di attori: oltre ai protagonisti, troviamo Proietti, Woolf, Stoppa, Montagnani, Leroy, Caprioli. Tutti uomini che ruotano come succubi satelliti attorno alla figura dell'indiscussa protagonista, centro della vicenda, come testimoniano gli screenshot.
Musiche di Trovaioli, all'epoca all'apice delle sue collaborazioni con la crema dei registi italiani.

Buon successo al botteghino. Titoli stranieri: L'amour à cheval, The Libertine.
 
Fresca fresca di vedovanza, l'apparentemente inibita Margherita-detta-Mimmi scoprirà, nell'ordine: la doppia vita del defunto marito e le delizie della trasgressione socio-sessuale grazie alla lettura di Psychopathia Sexualis di Krafft-Ebing.

Rip di eccellente rapporto qualità-peso. Audio solo italiano, sottotitoli francesi (visto che c'erano, nel dvd d'oltralpe). Vera rarità in edizione italiana, a cui aggiungo mezz'ora extra di scene tagliate, per la gioia del pubblico voyeur. Ai tempi fu vietato ai minorenni.

giovedì 15 marzo 2018

Help Me Eros

HELP ME EROS (Bang bang wo ai shen)
regia di Lee Kang-sheng
con Lee Kang-sheng, Jane Liao, Ivy Yin
99 min. TAIWAN 2007
Fu piuttosto apprezzato dalla critica internazionale (specialmente quella asiatica), questo film, uno dei pochi girati dall'attore taiwanese in veste di regista. L'opera è indubbiamente particolare. L'autore, pur cercando di suscitare emozioni molto fisiche (il sesso sì, ma non solo), dà vita a una pellicola profondamente intimista, scavando nel nichilismo dei protagonisti, ma, proprio per questo, senza giungere a una chiara tesi, se non che il pessimismo va oltre l'esistenzialismo.
Tecnicamente si distingue per la fotografia e il design dell'immagine: scenografia e costumi innanzitutto, in un'estetica pop mutuata dal lolitismo giapponese e illuminata dai neon lividi della megalopoli. 
Narrativamente si affida a dialoghi brevi, concisi, rarefatti come da tradizione orientale, dilatando i tempi sia delle inquadrature fisse che dei movimenti di macchina, rischiando di essere poco gradito da chi ami i ritmi serrati dell'azione.
E se i personaggi sono figure borderline di una realtà artefatta, in cui nulla sembra spontaneo, l''erotismo di Kang-sheng appare triste, malinconico, nonostante le scene da kamasutra siano al limite del grottesco, sia per dinamica che per ubicazione.
Il doppiaggio italiano stona.

Broker finanziario caduto in disgrazia si dedica a coltivare marijuana e praticare sesso in varie forme.

Rip di qualità quasi ottimale, come il peso.  Aggiorna quanto si trovava in rete, con risoluzione aumentata e il doppio audio. Ho aggiunto sottotitoli italiani, purtroppo imprecisi: meglio di niente.
Non sono riuscito a capire se ci sia un divieto ai minori, ma credo di sì.