venerdì 11 gennaio 2019

Masters of Horror - John Carpenter

INCUBO MORTALE (Cigarette Burns)
regia di John Carpenter
con Norman Reedus, Udo Kier, Gary Hetherington
56 min. USA 2005
Nel corso dei 45 anni della sua carriera, il regista statunitense ebbe modo di lavorare anche per il piccolo schermo  in diverse occasioni. Dopo l'esordio con Pericolo in agguato/Someone is Watching Me! (che spero di proporre prima o poi), dopo Elvis e Body Bags (già proposti in queste paginette), l'ormai stagionato John "approfittò" di un quasi decennio di pausa cinematografica per realizzare un paio di episodi della serie Masters of Horror in onda sulla tv via cavo Showtime. Nelle intenzioni della produzione c'era la chiara volontà di riunire nomi celebri del genere, per offrire un intrattenimento di buon livello. Questo mediometraggio è comunque qualitativamente un prodotto televisivo, qualsiasi sia l'accezione e la valutazione del termine vogliamo utilizzare. La trama difetta in uno spunto iniziale abbastanza inverosimile, ma è intrisa di una piacevole e appassionata cinefilia, non solo per il cinema orrorifico.
Affiancato dal navigato Udo Kier (che vanta numerose collaborazioni con registi di prestigio), il protagonista è un giovane Niorman Reedus, non ancora assurto agli onori della cronaca per aver interpretato Daryl Dixon, uno dei personaggi chiave della serie The Walking Dead. Trucco orrorifico di Greg Nicotero, altro collegamento con la serie di tematica zombie.
 
Un indebitato gestore di sala cinematografica e un perverso collezionista si accordano per recuperare l'unica copia esistente di una pellicola del terrore che da decenni viene accompagnata da una maledizione.

Come spesso accade con Carpenter (!?) drf, bitrate e peso del file bassi bassi. Fortunatamente ha doppio audio, perché il doppiaggio italiano mi sembra abbastanza infelice. Il nome del file e dell'articolo richiama la serie televisiva, il che non vuol dire necessariamente che proporrò altri titoli/autori (Argento, Landis, Dante...) ma neanche il contrario. Direi un finale aperto degno della migliore tradizione cinematografica del terrore.

domenica 6 gennaio 2019

Manie Manie - I racconti del labirinto

MANIE MANIE - I RACCONTI DEL LABIRINTO (Manie Manie Meikyu monogatari)
regia di Rintaro, Yoshiaki Kawajiri, Katsuhiro Otomo
48 min. JAP 1987
Contemporaneo di Robot Carnival, anche Manie Manie appare come un esercizio di stile dalle alte velleità autoriali. Eterogeneo per ambientazioni e stili grafici, invita alla riflessione, non tanto sui temi quanto sulle immagini, molto curate e ben accompagnate dal sonoro.
Rintaro (che si era già fatto le ossa  per 25 anni lavorando a diverso titolo da Astroboy a Capitan Harlock) ci affascina con un corto dall'immagine molto "occidentale": impossibile non vedere tante citazioni dell'animazione di queste parti, Bozzetto in primis.
Kawajiri (che da lì a poco avrebbe pubblicato La città delle bestie)  ha uno stile meccanico, in linea con il contesto che racconta. Ma non è meno virtuoso dei suoi colleghi.
Otomo (regista esordiente o quasi, con una bella mole di manga sulle spalle) firma un episodio che graficamente e narrativamente è meno originale, sebbene sia forse il migliore come realizzazione. Colori piatti e immagine pulita per una storia ironica e grottesca.
Nel complesso sembra di sfogliare una rivista-contenitore di fumetti degli anni Ottanta.

Novella Alice, una bambina curiosa esplora una dimensione parallela. Un misterioso pilota di auto da corsa suicidarie rivela il segreto del suo successo. Uno zelante e pedante direttore di un cantiere automatizzato affronta paradossi di robotica. Questi sono i protagonisti degli episodi che compongono il film.

Qualità buona, per un peso non proprio leggerissimo (600Mb per 47 min...) però abbiamo il doppio audio e sottotitoli italiani (parlato e cartelli). Non proprio inedita, ma pur sempre valida proposta.

lunedì 31 dicembre 2018

Robot Carnival

ROBOT CARNIVAL (Robotto Kanibaru)
regia di Katsuhiro Otomo, Hidetoshi Omori, Yasuomi Ometsu, Hiroyuki Kitazume, Mao Lamdao, Hiroyuki Kitakubo, Takashi Nakamura
91 min. JAP 1987
Oltre all'indiscussa abilità tecnica, di Katsuhiro Otomo ho sempre apprezzato due caratteristiche salienti. La prima, la sua capacità di spaziare sui diversi medium disegnati: chi può dire se sia più autore di manga o di anime? La seconda, l'attitudine a lavorare in squadra o, ancora meglio, a cercare di farsi promotore di progetti collettivi. Gli appassionati ricordano sicuramente Memories (del 1995) e Manie Manie - I racconti del labirinto (del 1987). A molti invece sarà sfuggito questo Robot Carnival, contemporaneo di Manie Manie, probabilmente perché non ha mai goduto di una edizione italiana. Le intenzioni del regista, che firma l'introduzione e l'epilogo di questo film a episodi, sembrano essere le stesse dei due progetti citati: fare il punto sullo stato dell'arte dell'animazione giapponese di alto livello artistico. Andando a spulciare in rete, si scopre che gli autori coinvolti hanno spesso curriculum di tutto rispetto in pellicole d'autore o serie di successo.
Il prodotto finale è un film spesso visionario, composto da episodi molto eterogenei tra loro, sia come stile grafico che come approccio narrativo, ma in cui spiccano i singoli talenti.

Dal passato al futuro le storie sono accomunate dal filo conduttore delle macchine e delle intelligenze artificiali.

Ottima qualità video per un peso accettabile. Il dvd fonte è un'edizione Asianstar francese, collana curata da un certo umanoide associato di nome Jean-Pierre Dionnet. Ho scelto di non inserire la traccia francese, ma di mantenere solo quella originale giapponese. I sottotitoli francesi, poco brillanti nella traduzione, vengono dal disco. Non sono riuscito a sincronizzare altri sub che avevo reperito. E quelli italiani? Li ho scritti io, confrontando diverse traduzioni (spesso molto diverse), ma soprattutto contestualizzandole col filmato. Un lavoraccio che spero sia venuto bene, per una proposta di indubbio pregio e rarità.

sabato 29 dicembre 2018

Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda

QUEL GRAN PEZZO DELLA UBALDA TUTTA NUDA E TUTTA CALDA
regia di Mariano Laurenti
con Edwige Fenech, Pippo Franco
90 min. ITA 1972
Primo grande successo dell'Edwige nazionale, che d'ora in poi diverrà protagonista della commedia scollacciata all'italiana, il film si inserisce nel filone decamerotico (di cui faceva parte anche La bella Antonia..., sempre di Laurenti, sempre del 1972, sempre su queste pagine): tra tette al vento e cinture di castità, mariti becchi e frati porcelli, si consumano i consueti adulteri, le tradizionali tresche e qualche battutaccia.Anche il titolo è alquanto allusivo e intriga, senza deluderlo, lo spettatore che ricerca un sano erotismo allegro e demenziale. Forse un po' carente come costumi, scenografia e dialoghi in pseudo-volgare.
La Fenech ventiquattrenne è bellissima con l'inedita nuance ramata di capelli, Franco è un povero beota con velleità machistiche, alcuni caratteristi si difendono bene. Musiche di Nicolai, produtto da Martino, all'epoca compagno della protagonista.
Esagerata l'etichetta di culto che spesso gli si attribuisce, anche se al botteghino incassò sette volte tanto i costi di produzione. 
Frase celebre: "Nessun uomo che non sia lo mio sposo ha da vedermi ignuda". Sì, proprio.

In un imprecisato tardo medioevo, reduce di guerra e fornaio si odiano e sognano avventure con le rispettive mogli.

Fonte disturbata che costringe ai consueti compromessi. Audio italiano, sottotitoli inglesi.
Il visto della censura del '72 lo classifica V.M. 18 perché "contiene numerosissime scene scabrose con risvolti triviali, scene erotiche e nudi femminili oltre a numerose battute triviali non compatibili con la sensibilità di detti minori". Nei primi anni Novanta furono operati tagli per 4/5 minuti totali (tutti "alleggerimenti" di scene erotiche) per poterlo trasmettere in televisione: sinceramente non so quale versione vi stia proponendo ma poco importa.

giovedì 27 dicembre 2018

Samoa, regina della giungla

SAMOA, REGINA DELLA GIUNGLA
regia di James Reed (Guido Malatesta)
con Edwige Fenech, Roger Browne, Ivy Holzer
84 min. ITA 1968
Nella sua pellicola d'esordio, che le venne proposta dopo che si era messa in luce a un concorso di bellezza, la bella attrice ventenne appare ancora come un personaggio acerbo, bistrato e cotonato, privo dell'appeal che la porterà negli anni a venire a essere consacrata reginetta sexy del cinema italiano, spaziando nei vari generi. Nessuno si aspetti quindi che abbandoni la pudicizia del ruolo e svesta gli improponibili costumi "malesi" per mostrare la natura.
Sul fronte avventura, perché questo è il genere della pellicola, abbiamo scazzottate onomatopeiche alla Spencer/Hill e sparatorie tra le rocce degne di un western anni Cinquanta. Di quel periodo, il film conserva anche una sottile vena di razzismo colonialista, che nel 1968 appare veramente fuori luogo. E' comunque una conseguenza dell'evidente ispirazione che il regista ha tratto dagli archetipi di genere in voga nel cinema e nei fumetti statunitensi delle decadi precedenti. Va quindi preso in questa ottica, senza troppe pretese.
Se sul fronte tecnico non vi è nulla da rilevare, oltre a un uso smodato dei teatri di posa, il film ha comunque il merito di essere un tentativo italiano di fare cinema d'avventura, anche se si risolve con una certa naiveté
Agli amanti delle bellezze d'epoca, segnalo un ruolo minore per Femi Benussi.

Finanziata da un ricco cinese, una spedizione di avventurieri va a caccia di un giacimento di diamanti. Uomini e animali ostili li attendono al varco...

Da una pellicola un po' datata, rip onesto e quasi leggero per singolo audio e sottotitoli inglesi.

martedì 25 dicembre 2018

Buon Natale! [pin-up]

A chi è passato, a chi passa e a chi passerà
BUON NATALE A TUTTI!

lunedì 24 dicembre 2018

Come il Grinch rubò il Natale

COME IL GRINCH RUBO' IL NATALE (Dr. Seuss' How the Grinch Stole Christmas!)
regia di Chuck Jones
26 min. USA 1966
Pochi sanno (e fino a  non molto tempo fa facevo parte della categoria) che il personaggio verde e malvagio reso celebre da Ron Howard/Jim Carrey non solo vanta un precedente d'animazione, ma deriva da un libercolo per ragazzi scritto da tale Dr. Seuss negli anni Cinquanta.
Il cortometraggio realizzato nel 1966 per la MGM vede il celebre Chuck Jones alla regia. Quel Chuck Jones che aveva già diretto decine di Merrie Melodies e Looney Tunes per la Warner Bros. (primeggiando con Wile E. Coyote), per poi approdare alla guida della nuova, e finale, stagione di Tom & Jerry. In questo ultimo periodo si avvale di un affiatato gruppo di collaboratori, artistici e non, nocciolo duro dello studio Sib-Tower 12: Maurice Noble, Eugene Poddany, Les Goldman, Ben Washam. La voce originale del narratore è di Boris Karloff.
Buonismo e morale alla Charlie Brown, in un Natale di impronta laica e americana, tutto ninnoli e canzoni, il cui lieto fine non è possibile mettere in discussione.
Il cartone è caratterizzato da un'immagine pulitissima dai colori molto accesi e saturi. Eccellente l' animazione con espedienti e mimiche alla Tom & Jerry.

Caratterizzato da un cuore più piccolo del normale, il peloso Grinch è disgustato dai festeggiamenti natalizi del vicino villaggio di Chi. Deve per forza fare qualcosa...

Rip di qualità ottima, risoluzione massima per un 4:3 da dvd. Doppio audio e sottotitoli solo inglesi.