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domenica 12 gennaio 2025

Corti di Harold Lloyd [1919]

CORTI DI HAROLD LLOYD [1919]
regia di Hal Roach
con Harold Lloyd, Bebe Daniels, Mildred Davies. Snub Pollard
-Ask Father, 13 min.
-Billy Blazes, Esq., 13 min.
-Bumping Into Broadway, 25 min.
-From Hand to Mouth, 22 min.
USA 1919

Nel corso della sua carriera, il comico statunitense realizzò più di duecento pellicole, tra corto, medio e lungometraggi, sia mute che sonore. Quasi la metà andarono distrutte, altre, conservate personalmente da Lloyd, giunsero ai giorni nostri in ottime condizioni.
La produzione del 1919, segnata dalla stretta collaborazione con Hal Roach, si basa su trame e gag non sempre originali, ma caratterizzate dal ritmo frenetico a cui Lloyd abituò il suo pubblico. Fu anche in quell'anno che dai corti di una dozzina di minuti, l'artista passò ai metraggi maggiori (due rulli, per oltre 20 minuti di durata) che lo portarono successivamente ai lungometraggi.
La comicità prelude al lieto fine a sfondo romantico in cui Lloyd viene affiancato da Bebe Daniels e da Mildred Davies (con le quali ebbe relazioni nella vita privata). Tra gli attori, costante la presenza di un pregiato caratterista dell'epoca, il baffuto "Snub" Pollard nella parte dell'antagonista.

Eterogenee avventure e disavventure di "The Boy", anonimo giovanotto spesso di modesto rango che riesce a conquistare i favori della pulzella di turno a danno degli immancabili prepotenti.

I dati qualitativi rispecchiano la qualità originale della fonte. Traccia audio dell'accompagnamento musicale realizzato nel 2003, cartelli in inglese, sottotitoli italiani con e senza sfondo).
Fonte: cofanetto Harold Lloyd Definitive Collection, 2007

mercoledì 23 ottobre 2024

Cinico TV [1989/1992]

CINICO TV [1989/1992]
regia di Daniele Ciprì, Franco Maresco
con Francesco Tirone, Giuseppe Paviglianiti, Pietro Giordano,
Franco Abbate, Rosalino Abbate, Marcelllo Miranda
12, 34, 28, 73 min. ITA 1989/1992

Andata in onda tra il 1992 e il 1996 sulla televisione di Stato, la trasmissione firmata dai due cineasti palermitani è un esperimento visivo difficilmente inquadrabile. Cinema/tv d'impegno civile? Satira nera? Provocazione irriverente? Nel tutto, tratti estetici e narrativi grotteschi e surreali che emergono da una realtà subumana, mettendone in evidenza la marginalità (sociale, culturale, morale). Benché alcuni filmati trattino situazioni "forti", i due autori non eccedono nella spettacolarizzazione, utilizzando un registro narrativo da giornalismo dilettantistico televisivo, artatamente documentaristico.

Alcuni personaggi, casi umani derelitti e socialmente marginali, vengono ripresi e intervistati per mettere in luce la loro inverosimile disumanità, apparentemente spontanea e naturale.

I rip rispecchiano la qualità della fonte, vissuta e sgranata (soprattutto i filmati del 1989), con DRF altalenanti tra 18 e 25. Risoluzione adattata a necessari ritagli del quadro.Traccia italiana, sottotitoli italiani e inglesi. Quattro file uniti in un unico .zip, per due ore e mezza di filmati e 1,5 Gb totali.
Fonte: dvd Cineteca di Bologna, 2011

sabato 19 novembre 2022

Dimmi, dove ti fa male?

DIMMI, DOVE TI FA MALE? (Where does it hurt?)
regia di Rod Amateu
con Peter Sellers, Pat Morita, Jo Ann Pflug
81 min. USA 1972

Commedia di umorismo grossolano, con frequenti picchi di politicamente scorretto ma con velleità di critica sociale, I personaggi sono ben delineati su stereotipi e macchiette rendendo i meccanismi umoristici prevedibili ma abbastanza efficaci. Peter Sellers, qui calato in un ruolo alquanto antipatico, è sempre piacevole da vedersi anche se sottotono rispetto ai suoi standard.
L'edizione italiana, sia della pellicola che del dvd, è alquanto discutibile, a cominciare dalla traduzione pecorecca del nome del protagonista.

Arrivista direttore di una clinica privata, non si fa scrupoli nel sottoporre a esami superflui i suoi pazienti/clienti.

Buoni dati qualitativi, ma da una pellicola vissuta e da una fonte alquanto spartana con audio solo italiano e nessun sottotitolo (forse riversamento da vhs?).
Fonte: Mondo Home Entertainment, 2008

domenica 13 novembre 2022

Safety Last!

SAFETY LAST! [Preferisco l'ascensore!]
regia di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor
con Harold Lloyd, Mildred Davis, Bill Strother
73 min. USA 1923

Divo del cinema muto al pari di Chaplin, Keaton e Langdon, Harold Lloyd deve molta della sua fortuna al personaggio sviluppato negli anni Venti, l'occhialuto giovanotto sempre in cerca del successo nella vita, sul lavoro o in amore, che veniva semplicemente chiamato the Boy.
In una delle pellicole più celebri (sicuramente per la sequenza dell'orologio, diventata iconica della sua comicità) si apprezza non solo il ritmo serrato delle gag, ma anche gli sforzi produttivi per le sequenze più ardite che necessitavano di "effetti speciali". Prodotta da Hal Roach, "padre" della coppia comica Stanlio e Ollio.

Giunto in città in cerca di una fortuna che sembra non arrivare, giovanotto di provincia organizza una truffaldina scalata di un edificio per ottenere facili guadagni. Non tutto (o forse niente) andrà per il verso giusto.

Ottimi dati qualitativi e ottimo peso del file. Unica traccia audio musicale, cartelli in inglese sottotitolati in italiano di default. Nel rip come nel post ho mantenuto il titolo originale.
Fonte: cofanetto Harold Lloyd Definitive Collection, 2007

venerdì 1 aprile 2022

Arrapaho

ARRAPAHO
regia di Ciro Ippolito
con Urs Althaus, Daniele Pace, Tinì Cansino, Alfredo Cerruti
76 min. ITA 1984

Sulla scia di un omonimo album pubblicato l'anno precedente, il celebre gruppo di musica trivial-demenziale Squallor diede vita a un film dalla comicità assolutamente sboccata e grossolana, diretto dal suo leader, già regista di qualche pellicola d'ambientazione napoletana. I mezzi sono oltremodo poveri, la realizzazione al limite dell'amatoriale e le battute probabilmente improvvisate. Il tutto in una cornice da campagne laziali (per un'ambientazione western tanto artificiosa quanto inverosimile) tra cui anche le Cascate di Monte Gelato, già ampiamente sfruttate sul grande schermo.
L'esile trama è un susseguirsi di barzellette da scuola media, da vedere con quello spirito. Divertenti gli stacchi  con finte pubblicità o scenette estranee al racconto. Nel cast, oltre ai componenti della band, la formosa Tinì Cansino che già calcava le scene di Drive In e che ben rappresenta la cultura trash degli anni Ottanta. Non sazia delle volgarità proferite, la band fece seguire un anno dopo Uccelli d'Italia. Entrambe le pellicole furono ovviamente e giustamente stroncate dalla critica.

I destini delle tribù dei Cefaloni, degli Arrapaho e dei Froceyenne si intrecciano come le vicende amorose di alcuni dei loro appartenenti.

Qualità di compromesso per avere un file abbastanza leggero. Audio e sottotitoli italiani.
Fonte: dvd Federal Video.

domenica 9 gennaio 2022

Ma papà ti manda sola?

MA PAPA' TI MANDA SOLA? (What's Up, Doc?)
regia di Peter Bogdanovich
con Barbra Streisand, Ryan O'Neal, Madeline Kahn
90 min. USA 1972

Probabilmente forte della sua esperienza come critico cinematografico, nel corso degli anni Settanta il regista affronta con acume e professionalità diversi generi cinematografici. Qui dà vita a un omaggio alla commedia americana d'anteguerra che vira molto sul versante comico soprattutto per l'assurdità di alcune situazioni e per il susseguirsi di equivoci in cui getta i suoi personaggi. Infatti, O' Neal e Streisand formano un'ottima coppia male assortita, ideale per scatenare le gag. Fotografato da Laszlo Kovacs, grande protagonista della scena newhollywood del tempo.
Il titolo originale è uno dei diversi riferimenti al personaggio di Bugs Bunny, a cui traduzione e doppiaggio non hanno reso onore.

Di carattere irruente e folle, ragazza si innamora repentinamente di timido musicologo, gettando scompiglio nella sua esistenza. L'arrivo di spie goffe e ladri imbranati porterà a conseguenze legali e sentimentali.

Ottimi dati tecnici, buon peso, doppio audio come i sottotitoli.
Fonte: dvd Warner Home Video, 2013

venerdì 17 gennaio 2020

La soldatessa alle grandi manovre

LA SOLDATESSA ALLE GRANDI MANOVRE
regia di Nando Cicero
con Edwige Fenech, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali
91 min. ITA 1978
Altro capitolo della soldatessa: il ruolo (dall'infermiera in poi...) dovrebbe ammiccare sulla presunta licenziosità della protagonista, quando i veri porcelli, va da sè, sono i maschietti. Il livello comico è di cultura molto bassa, molto grassa. Turpiloquio, doppisensi, scoregge e banalità non si fanno desiderare. In altri tempi avremmo detto "battute da caserma" e la definizione qui ci sta tutta.
Come sempre, tanti i caratteristi. Montagnani isterico, D'Angelo capellone, Vitali senza dignità. E la Fenech? Abbozza  una sorta di austerità femminista, riesce comunque a solleticare le fantasie di chi allora andava alle scuole medie ed è pur sempre bellissima. Mi verrebbe da dire un po' sprecata. specie quando si arrende alle profferte di un Gammino baffuto qualsiasi.
Ben costruita, la scenetta del treno con Banfi in tonaca si conclude con uno scambio di battute fantastico.

L'anno precedente: La soldatessa alla visita militare.

La solita dottoressa che indaga sui costumi sessuali dei najoni italici...

Rip da battaglia col solo audio italiano.

La soldatessa alla visita militare

LA SOLDATESSA ALLA VISITA MILITARE
regia di Nando Cicero
con Edwige Fenech, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali
87 min. ITA 1977
L'analisi di questa commediaccia all'italiana è facile. Budget palesemente minimale (quattro tende in croce, un paio di jeep e una cava all'isola d'Elba). Volgarità e fesserie non si fanno desiderare: parolacce e trivialità a iosa, barzellette da scuola media, luoghi comuni politicamente scorretti e una lunga sequenza dedicata alle scoregge.
Ricco il parterre di caratteristi dell'epoca. Montagnani come sempre sprecato, Vitali onanista seriale, Fenech castigata ci/si concede una doccia (ma non abbastanza per l'etichetta erotico).

L'anno successivo: La soldatessa alle grandi manovre.

Avvenente ufficiale medico (di genere femminile, va da sè) viene inviata in un campo militare per reclute negligenti.

Rip condizionato dal forte disturbo video del dvd fonte. Drf scandalosamente alto per mantenere contenuto il peso del file e non ingombrare troppo l'hard disk con un titolo che non è proprio una chicca di cinematografia. Audio solo italiano, come i sottotitoli.

giovedì 17 ottobre 2019

Popeye the Sailor [1940/1942]

POPEYE THE SAILOR
regia di Dave Fleischer
33 episodi da 6-7 min. USA 1940/1942
Come avviene anche nel fumetto con la morte di Segar, con il passare del tempo il Popeye animato segue un'evoluzione/involuzione comune ad altri personaggi: il minimalismo dell'inizio, con la sua ingenua surrealità, deve cedere da un lato alla necessità di creare nuove trame e nuovi ruoli, dall'altro a rassicuranti stereotipie del personaggio (qui, ad esempio, il ruolo delle spinaci o la contrapposizione con Bluto). Il risultato è un appiattimento della narrazione, che vira verso una platea sempre più infantile. Sorte analoga seguirono tutte le serie "classiche" dei tempi d'oro, da Tom & Jerry ai vari Warner Brothers, ma anche personaggi più recenti. come la Pantera Rosa.
Aggiungiamo che con l'entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, i temi si tingono di un patriottismo che con gli occhi e la critica di oggi appare quanto meno fastidioso, e anche questo successe un po' con tutti, da Tex Avery ad Hanna & Barbera. Inoltre, nel 1942 cessa il rapporto tra Fleischer Studios e Paramount. Il timone della produzione artistica verrà preso da uno studio interno.

Ancora avventure del marinaio Popeye, della smilza Olive Oyl, del brutale Bluto, dell'ingordo Wimpy, del burbero Pappy, del curioso Swee' Pea, del...

Rilascio più corposo per numero di episodi e con le stesse specifiche tecniche dei precedenti: con questi 3 giga, la serie completa finisce per pesarne più di 12! 
Anche qui audio solo inglese con sottotitoli inglesi di default. In alternativa anche quelli francesi.

martedì 15 ottobre 2019

Popeye the Sailor [1938/1939]

POPEYE THE SAILOR
regia di Dave Fleischer
20 episodi da 6-7 min. USA 1938/1939
Continua l'evoluzione del personaggio creato sulla carta da Segar e trasporto in immagini  animate dallo studio Fleischer. Cominciano a emergere tratti di una modernità che rischia di snaturare il personaggio rispetto alle origini (specialmente confrontato al fumetto). La mano dei creativi frateli statunitense comunque rimane, sia nel design che nel movimento.

Ulteriori avventure del marinaio Popeye, della smilza Olive Oyl, del brutale Bluto, dell'ingordo Wimpy, del burbero Pappy, del curioso Swee' Pea, del...

Stesse specifiche tecniche dei rilasci precedenti: questo, il meno corposo della serie, consta in tutto 2,30 giga, per due ore abbondanti di filmato.
Sempre, audio solo inglese con sottotitoli inglesi di default.

domenica 13 ottobre 2019

Popeye the Sailor [1936/1937]

POPEYE THE SAILOR
regia di Dave Fleischer
27 episodi da 6-7 min. USA 1936/1937
Con il passare del tempo, il personaggio di Segar nell'interpretazione animata dai Fleischer subisce una naturale trasformazione. Più che il carattere dei personaggi o le ambientazioni delle trame, questa evoluzione inizialmente riguarda la veste grafica, sicuramente meno grezza. Si rafforza però il meccanismo narrativo dello spinacio.

Nuove avventure del marinaio Popeye, della smilza Olive Oyl, del brutale Bluto, dell'ingordo Wimpy, del burbero Pappy, del curioso Swee' Pea, del...

Stesse specifiche tecniche del rilascio precedente: in tutto 3,20 giga, per tre ore abbondanti di filmato.
Audio solo inglese con sottotitoli inglesi di default.

venerdì 11 ottobre 2019

Popeye the Sailor [1933/1935]

POPEYE THE SAILOR
regia di Dave Fleischer
29 episodi da 6-7 min. USA 1933/1935
Elzie Chrisler Segar è a mio avviso uno dei più grandi autori di fumetti di tutti i tempi. La sua opera resta comunque incredibilmente sottovalutata, in Italia vittima di pessime edizioni e distribuzioni, nonché del fraintendimento che fosse materiale per un pubblico infantile. Il Braccio di Ferro/Popeye di Segar è un fumetto che a 100 anni di distanza mantiene un'eccellente leggibilità. Discorso simile per quanto riguarda i cartoni animati: se è pur vero che nel corso dei decenni, il personaggio si trasforma assumendo una connotazione stereotipata e rivolgendosi così a un pubblico sempre più giovane, il Popeye delle origini si distingue per la surrealità delle situazioni e la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto grafica. Anche se poco riconosciuta, almeno dai più, è indubbia l'influenza che Popeye/Segar/Fleischer abbiano avuto sul mondo del fumetto e dell'animazione. Penso a Robert Crumb, ma anche a Osamu Tezuka.

Come nei fumetti Popeye compare per la prima volta ospite di una serie (in quel caso il Thimble Theater), così sullo schermo fa il suo esordio in un cartone della celebre Betty Boop, ingenua e sensuale, impressionante archetipo di certe bamboline tanto in voga tra le bambine di oggi.
Ad animare le prime trasposizioni delle vicende del cinico marinaio guercio furono i Fleischer Studios. Rispetto alle avventure narrate nelle strisce giornaliere dei quotidiani, i cortometraggi animati presentano trame molto semplificate e focalizzano la creatività sulle singole sequenze, spesso molto dinamiche.
Il lavoro continuò per nove anni, fino a che nel 1942 la casa madre e distributrice Paramount non decise di prendere il controllo diretto della produzione, di fatto licenziando la coppia di fratelli (Max e Dave) che avevano dato nome e vita allo studio artistico.
Per rendersi conto di chi fossero i Fleischer, più che i personaggi a cui diedero vita, occorre ricordare che furono pionieristici sperimentatori di tecniche d'avanguardia, a cominciare dal rotoscopio; senza contare che anticiparono persino Walt Disney nella sincronizzazione del suono e dell'animazione. Da notare inoltre che, differentemente da molte produzioni contemporanee, le serie dei Fleischer avevano per protagonisti persone e non animali antropomorfi.
Questo rilascio rientra, prevedibilmente, in un progetto di pubblicazione di tutta la produzione degli studi Fleischer dal 1933 al 1942. Questa consta di un totale di 109 cortometraggi in bianco e nero, fatta eccezione per tre cartoni animati, più lunghi e a colori. I file sono numerati a partire da zero (cortometraggio di Betty Boop considerato episodio pilota) fino a 108. I titoli sono quelli originali.
L'audio è solo inglese, ma ci sono sottotitoli inglesi e talvolta francesi. A questo proposito va notato che Popeye, sia nel fumetto che nell'animazione, parla una lingua tutta sua, fatta di storpiature del lessico e della sintassi, pronunciata con accenti da grammelot.

Due note: l'edizione dvd avverte sulla presenza di contenuti razzisti, violenti e sessisti che oggi non sarebbero più accettabili e che devono essere considerati come specchio del tempo; se vi capita di vedere un logo NRA prima della sigla iniziale, non spaventatevi, non si tratta dell'associazione dei pistoleri d'america, bensì della National Recovery Administration, ufficio federale istituito da Roosvelt per il rilancio dell'economia dopo la Grande Depressione.

Surreali avventure del marinaio Popeye, della smilza Olive Oyl, del brutale Bluto, dell'ingordo Wimpy, del burbero Pappy, del curioso Swee' Pea, del...

Pellicole datate e formato 4:3 hanno imposto un drf generoso (tra 25 e 27) e una risoluzione 640x480 per non avere file elefantiaci. Questo rilascio: 3 ore e mezza di filmati per 3 giga e mezzo di peso.
Ricordo: audio e sottotitoli inglesi.

domenica 6 ottobre 2019

On demande une brute

ON DEMANDE UNE BRUTE [Cercasi bruto]
regia di Charles Barrois
con Jacques Tati, Hélène Pepée, Rhum il clown
25 min FRA 1934
Se si esclude Oscar, champion de tennis, cortometraggio del 1932 andato perduto, questa pellicola di 25 minuti è la prima interpretazione attoriale del futuro regista francese. Al suo fianco troviamo il clown Rhum, che sarà con lui co-protagonista di Gai dimanche! l'anno successivo. L'interpretazione porta sì il retaggio del cinema muto, ma fa trasparire i germogli dello stile tatitiano a venire. Forse la trama non brilla per originalità, ma costituisce un ottimo punto di partenza per sviluppare situazioni comiche e gag slapstick
E' da ricordare che fin dalle sue prime prove, come in questo caso, Tati è comunque coinvolto nella stesura della sceneggiatura e talvolta nella regia, anche se non sempre accreditato. Poi diverrà in breve tempo quell'autore completo che ben conosciamo.

Un pacato uomo di famiglia si trova a combattere un incontro di catch professionale.

Fonte ovviamente disturbata e segnata dal trascorrere del tempo nonostante il restauro (dvd edizione Criterion). L'audio è solo francese (da mono, ovviamente), i sottotitoli solo inglesi. 
Il titolo è un assoluta rarità.

mercoledì 3 luglio 2019

Charlie Chaplin - Le comiche Essanay 2

CHARLIE CHAPLIN - LE COMICHE ESSANAY 2
regia di Charlie Chaplin
con Charlie Chaplin, Edna Purviance
7 cortometraggi da 23/31 min. USA1915/16
E con questo rilascio concludo la pubblicazione del materiale che Chaplin realizzò per le prime tre case di produzione con cui lavorò. Forte del suo immenso potere contrattuale, finirà per fondarne una propria nel 1918.

Charlot/The Tramp rules again!

Note tecniche identiche al primo gruppo di comiche Essanay qui pubblicate. Un giga e mezzo per quasi tre ore di filmati vi sembrano troppo pochi? Inutile cercare drf migliori con delle fonti veramente compromesse. Ho preferito guardare ai bitrate.

domenica 30 giugno 2019

Charlie Chaplin - Le comiche Essanay 1

CHARLIE CHAPLIN - LE COMICHE ESSANAY 1
regia di Charlie Chaplin
con Charlie Chaplin, Edna Purviance
7 cortometraggi da 14/34 min. USA 1915
Forte del successo ottenuto con i cortometraggi realizzati in seno alla Keystone, il popolare regista ed attore si vide presentare la ricca offerta di 1.200 dollari a settimana che lo indusse a cambiare casa di produzione. Approdò quindi alla Essanay di Chicago (quella dei western di Broncho Billy, quella che tenne a battesimo Gloria Swanson, per fare un paio di esempi). Qui, nel 1915, realizzò quattordici cortometraggi. Se non vi è nulla da aggiungere riguardo alla costante evoluzione/conferma del carattere del suo personaggio, va segnalato che sua compagna sul set fu spesso Edna Purviance, con la quale intrattenne anche una relazione sentimentale.

Bombetta e canna di bambù, Charlot il vagabondo imperversa a tutto campo.

Volendo rimanere sulle opere strettamente chapliniane, dalle produzioni Essanay ho eliminato Triple Trouble, film di montaggio del 1918 che, pur contenendo alcuni spezzoni inediti, era stato realizzato con materiale di scarto, doppioni e nuovo girato (non di Chaplin).
Le fonti da cui ho realizzato i rip non sono restaurate e la qualità dell'immagine ne risente tantissimo: inutile cercare standard qualitativi particolari. Inoltre, come di consueto, ho preferito non intervenire, ad esempio sui colori (ne vedrete di tutti i colori, appunto) e sui riquadri. Alcuni titoli sono indubbiamente frutto del montaggio di differenti fonti analogiche e dobbiamo prenderli per come sono. Sottotitoli, peraltro poco necessari, non presenti. In totale 3 ore di girato per 1,8 gig.
Diversi di questi film hanno avuto, nel tempo, titoli alternativi. Ho mantenuto quelli dei cartelli di testa.

mercoledì 22 maggio 2019

Charlie Chaplin - Le comiche Mutual 2

CHARLIE CHAPLIN - LE COMICHE MUTUAL 2
regia di Charlie Chaplin  
con Charlie Chaplin  
6 cortometraggi di 24/26 min. ciascuno USA 1916/1917
Non c'è molto da aggiungere, rispetto a quanto detto nel primo post dedicato alla produzione Mutual. Una nota di rilievo, il corto The Immigrant, capolavoro di tragicomicità tipicamente chapliniana. 
Va aggiunto che la fine della collaborazione con la Mutual segna anche un passaggio della carriera di Chaplin. Nel 1918 passerà alla First National: la metratura dei film si allungherà ulteriormente e cominceranno a prendere vita quei titoli che sono poi passati alla storia a cominciare da Il monello (The Kid). Successivo passaggio sarà la nascita della United Artist con cui il regista, ancora più libero da vincoli, produrrà le sue opere più celebri. Ma queste, come si suole dire, sono altre storie e non sarò io a raccontarvele: mi fermo alla produzione più antica e ai corto/mediometraggi.

Il poliedrico vagabondo affronta (ancora) paradossali vicissitudini, grottesche avventure e teneri amori.

Stessi dati tecnici dei corti precedenti. In aggiunta ai corti, un documentario sul restauro compiuto dalla Cineteca di Bologna.

domenica 19 maggio 2019

Charlie Chaplin - Le comiche Mutual 1

CHARLIE CHAPLIN - LE COMICHE MUTUAL 1
regia di Charlie Chaplin
con Charlie Chaplin
6 cortometraggi da 24/28 min USA 1916
Dopo il periodo Keystone, ben 36 cortometraggi nel solo 1914, e l'intermezzo Essanay, altri 14, l'ancor giovane regista e attore approda alla Mutual nel 1916, e dà vita ad altri dodici pellicole. Ad ogni passaggio, Chaplin vede crescere ulteriormente il proprio prestigio, anche in termini economici, e gode di sempre maggiore libertà creativa, anche se in questo caso la produzione è particolarmente esigente. Chaplin ormai da tempo scrive dirige e interpreta, tutto lui. Finisce così per consolidare la sua poetica filmica, oltre a sviluppare ulteriormente la psicologia del suo alter ego su celluloide, pur restando ancorato alla narrativa delle comiche mute.

Il poliedrico vagabondo affronta paradossali vicissitudini, grottesche avventure e teneri amori.

Nonostante il prezioso restauro realizzato dalla Cineteca di Bologna (ogni filmato è preceduto da note sul recupero della pellicola) il lavoro di codifica di questi filmati centenari porta ai soliti risultati: drf e peso tendenti a levitare. Accompagnamento improvvisato al piano e, a volte, seconda traccia audio di partitura orchestrale, entrambi creati in occasione del resturo. Sottotitoli italiani dei cartelli impostati di default.
Totale del rilascio:  meno di due giga per più di due ore e mezza di filmati.

sabato 20 aprile 2019

Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione

DON FRANCO E DON CICCIO NELL'ANNO DELLA CONTESTAZIONE
regia di Marino Girolami
con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Edwige Fenech
91 min. ITA 1970
Qualunque veste indossino (qui sono abiti talari) i due prolificissimi attori siciliani propongono il consueto rapporto conflittuale tra due opposte personalità, per dare origine alla gag comica.
Di sicuro, il film non è particolarmente originale, altrettanto sicuramente è ingenuo nel descrivere la realtà di un Paese in via di cambiamento. Non c'è ovviamente critica o analisi sociale del fenomeno Sessantotto, piuttosto una raffigurazione per sentito dire e per stereotipie. Non si pretende nulla di più dalle pellicole di Ciccio & Franco e loro ci accontentano. La giovine Fenech, caruccetta come di consueto, è una figura di contorno che sacrifica il suo appeal per entrare nella parte.

Vicissitudini di due parroci, uno conservatore l'altro popolar-progressista.

Per una pellicola di evasione che non ha velleità autoriali, un drf altino a favore della leggerezza del file sembra essere la soluzione ideale. Audio italiano, punto.

giovedì 18 aprile 2019

Satiricosissimo

SATIRICOSISSIMO
regia di Mariano Laurenti
con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Edwige Fenech
85 min. ITA 1970
Chiaramente ispirata dal successo che ebbe Satyricon di Fellini, questa fu una delle dieci pellicole che la coppia di attori comici siciliani interpretò nel 1970! 
Possiamo definirla una parodia del genere peplum che, seppur con qualche caduta di stile nei frequenti doppisensi che animano i dialoghi, gode di una trama semplice ma ben costruita nel creare una fitta serie di equivoci. Nel complesso una visione piacevole.
La coppia Franco & Ciccio veste i soliti panni, muovendo la propria comicità sul contrasto tra i due personaggi antitetici, mentre nei drappeggi della divina Poppea, la Fenech si mostra integralmente... vestita! Diversi i caratteristi tipici delle pellicole dell'epoca.
Fa un po' specie pensare che è già il quarto titolo di Laurenti che compare in queste pagine?

Due goffi camerieri si trovano proiettati nel passato all'epoca della Roma imperiale. Diverranno protagonisti delle trame ordite da Nerone e dai suoi oppositori.

Buoni qualità e peso, audio solo italiano.

martedì 4 settembre 2018

La dottoressa del distretto militare

LA DOTTORESSA DEL DISTRETTO MILITARE
regia di Nando Cicero
con Edwige Fenech, Alfredo Pea, Alvaro Vitali, Gianfranco D'Angelo
90 min. ITA 1976
Un soldato, sfogliando una rivista osé malcelata in un volume sulla disciplina militare, sbotta: Vacca boia che lana, sembra la barba di Fidel Castro! Con un tale incipit, il film si presenta da solo. Infatti è solo la prima battutaccia di una lunga sequenza di trivialità e idiozie. 
Non spenderò parole che giustifichino il tutto ma mi concedo un piccolo accenno al contesto. Negli anni Settanta, l'ambiente della caserma era sinonimo di ricettacolo di giovani coscritti dall'ormone facile, in stile Il Tromba. Aggiungiamo il tema dello spasmodico desiderio di essere riformati ed evitare la naja ed il quadro è completo. Ci sarà chi, tra i più vetusti tra noi, ricorderà i cosiddetti tre giorni e magari un invio all'ospedale militare per accertamenti.
Nel cast di questa pellicola dal titolo particolarmente evocativo: una Fenech ventottenne al massimo del suo splendore (come in tutta la prima metà degli anni Settanta, d'altronde) che non concede neanche troppo all'occhio guardone; quel Pea, abbastanza insignificante, con una faccia tra lo scemo e il furbo (Davinotti jr dixit) che la affiancò anche ne L'insegnante; e poi D'angelo ancora capellone e Carotenuto un po' sottotono; dulcis in fundo (!) Vitali, sboccato e petaiolo come da registro. 
Se per il regista Cicero questo è un esordio sulle pagine del blog, per l'amorfo caratterista romano è un ritorno, visto che interpretò una piccolissima parte in quel capolavoro di Risi che è Profumo di donna (fate i bravi e andatelo a cercare). Mi chiedo: ci sarà spazio futuro per due Soldatesse e tre Insegnanti?

Inserire una avvenente dottoressa in un contesto militare comporta indubbi rischi...

Rip super onesto e leggero con solo audio italiano per un titolo comunque reperibile. Se  l'etichetta erotico è forse un po' forzata, il film è catalogato per tutti...