regia di Hany Abu-Assad
con Kais Nashif, Ali Suliman, Lubna Azabal
88 min. PAL 2005
Un quadro di contrasti, quello israelo-palestinese. E sui contrasti si regge buona parte della narrazione di questa pellicola del regista palestinese. La schietta sincerità dei giovani aspiranti martiri contro l'ipocrisia pelosa del loro reclutatore. Gli imponenti grattacieli e il lungomare di Tel Aviv contro gli edifici oltremodo antichi di Nablus. La pace degli uliveti di evangelica memoria contro la violenza istituzionalizzata dei check-point di confine.
Il punto di vista è tutto palestinese e il film ha il merito, al di là dei proclami di differente natura politica espressi dai protagonisti, di testimoniare la quotidianità della vita in Cisgiordania, a cominciare dal problema dell'acqua.
Prodotto da un nutrito consorzio internazionale, apprezzato dalla critica, fu candidato all'Oscar come film straniero.
Due giovani meccanici di Nablus si preparano a compiere un doppio attentato suicida nella capitale israeliana. Diverse forme di determinazione e di dubbio animeranno il loro destino.
Ottima qualità e peso contenuto. Doppio audio: qualitativamente migliore, la traccia italiana risente di un doppiaggio un po' rigido. Consiglio vivamente la visione in arabo.
